Limbo

19 Agosto 2013

Il Limbo è una condizione. E’ anche un luogo sospeso tra Cielo e Terra tra Inferno e Paradiso.

Per Dante è il primo cerchio dell’Inferno, l’unico pieno di luce, ma nel suo Limbo ci sono uomini giusti e grandi. Non è il mio caso.

Il Limbo è quella condizione di attesa che potrebbe risolvere solo Dio. Mah.

Il Limbo è quella condizione che gli attori vivono sempre. L’attesa di qualcosa che accada. Anche quelli che si danno molto da fare sono sempre nel Limbo, nell’attesa di una risposta, di un collega che legga un testo, che lo legga un produttore, che arrivi un assegno, che si venga scelti chissà come e perché da un regista. Sempre che una rete televisiva pubblica o privata non metta il veto.

Sempre nel Limbo, nell’attesa che qualcosa accada.

Il Limbo ha 12 fasi. Tutte uguali ovviamente, sennò che Limbo sarebbe.

Ora è Agosto, tutto si ferma. Sì certo, c’è Locarno, il mio primo amatissimo Festival del Cinema, ero quasi ancora bambino almeno relativamente al mio lavoro, protagonista però dell’ultimo film in Bianco e Nero della RAI. Gianni Amelio. Valerio Zurlini. Sven Nykvist, sì, credo ci fosse anche lui, il direttore della fotografia di Ingmar Bergman. La proiezione in piazza sullo schermo grande, che meraviglia. 12 ore di treno in seconda con compagne di viaggio delle altrettanto giovani ragazze francesi tra le quali Brigitte, che bel nome, dissi, Brigitta, come la fidanzata di Paperoga (per un giovane attore pensare a Paperoga invece che alla Bardot forse non è stata una gran figura di professionista e forse la ragazza c’è rimasta pure male)! Feci una fatica col mio francese a spiegare chi fosse il papero citato, ma alla fine risero. Ci venne anche mia mamma, in macchina, con mio fratello grande. Chissà perché Locarno passa inosservato? Prima era quasi Agosto e si era nell’attesa che tutto si fermasse. Poi verrà Settembre con il forte impatto della Mostra del Cinema di Venezia che sembra ridare sprint alla vita, ma tutto si conclude con la serata dei premi, e anche le polemiche si spengono. Allora si spera tutto ricomincerà ad Ottobre, quindi si deve aspettare che passi anche Settembre, ma per fortuna, privato della settimana di Venezia, è breve. Poi ad Ottobre, beh, i giochi sono già stati fatti alla fine della stagione precedente e allora si aspetta Novembre che porti una novità, ma è troppo vicino a Dicembre e tutto si rifermerà per le feste del Santo Natale. Qualcuno rompe l’attesa nel Limbo delle feste e spergiura che l’anno nuovo sarà diverso, ma a Gennaio la ripresa dell’attività è lenta e si è già persa almeno una settimana quando non 10 giorni perché alcuni, produttori, notabili, funzionari, devono evitare le file del rientro, allora si guarda già a Febbraio e al festival di Berlino che appena passato si deve guardare a Cannes. Cannes sembra durare almeno 3 mesi e si porta via Marzo Aprile e Maggio. Poi ci sono i David di Donatello e si premia la Bui, meritatissimamente, non c’è dubbio, lo dico senza sarcasmo né ironia. Anche se forse non è proprio l’unica attrice italiana. Ed è subito Giugno, piove e fa freddo e non si ha una gran voglia di lavorare, si guarda a Venezia per i primi di Settembre, se un film non l’hai già fatto, certo non ci vai. Così si scioglie anche Luglio e ad Agosto tutto è fermo.

Ma quelli che fuori dal Limbo partecipano a tutti i festival e sono sempre impegnati, tanto che non riescono a leggere una sceneggiatura o almeno non le mie, quando le leggono quelle degli altri? quando li fanno i film che poi partecipano a tutti i festival?

Qualcuno, anzi molti ora sono nel Limbo. Altri, pochi e sempre gli stessi, nei gironi paradisiaci del lavoro.

Il Limbo è una gran brutta condizione, sembra abbia pareti d’acciaio impossibili da scalfire.

Dove sarà la porta per uscire?

E soprattutto, come ci si è entrati?



One Response to “Limbo”

  1.   enrico papa Scrive:

    ecco perche’ sono sempre stato attratto da te.. non sapevo che scrivevi cosi.. pero’ come tutti i poeti intuivo,sentivo l’odore prima che il tutto nascesse.