Ma non dico però che quella moltitudine in senso contrario al mio stia sbagliando. Anzi, ha ragioni da vendere. Tuttavia non sono d’accordo con l’opposizione al Cirque du Soleil. Semmai avrei proposto il Théâtre du Soleil di Ariane Mnouchkine, ma al di là dei nomi e vedo se ne pronunciano molti, desidererei ricordare che quando per le Olimpiadi Invernali di Torino, intorno al progetto straordinario di Ronconi si raccolse un grandissimo budget, ci furono proteste analoghe a quelle di oggi: perché solo a lui, perché dimenticare le realtà artistiche locali e nazionali, quanti soldi sprecati e così via.

A parte il fatto che quel budget si raccolse intorno al suo nome e che quel che lui fece fu, al di là degli incidenti, assolutamente straordinario. Sottolineo che non mancarono le polemiche. Così come ci sarebbero se il progetto affidato al Cirque du Soleil fosse stato invece affidato ad una componente del ricco mondo artistico italiano. Ma a chi? Ricci-Forte? perché no. Emma Dante? magari. Ancora Ronconi? ne sarei stato felice. La Scala? sì, magari con la regia di Arias o Konchalovsky? per carità, no, sono registi stranieri, avreste detto?

No, non mi piace questa petizione.

Amici carissimi che mi salvate la vita schivandomi mentre guido in senso contrario, desidererei anche ricordare che l’esposizione internazionale è un’occasione per esporre il meglio di ogni nazione. Per le nostre attitudini artistiche spero che nel padiglione italiano compariranno scelte di vero prestigio, ma ancora non so chi sarà chiamato per le arti. Ciò che è stato affidato al Cirque du Soleil è uno spettacolo colossale che interpreti il tema dell’Expo 2015. Per di più dichiarano di utilizzare artisti e collaboratori italiani, cosa c’è di male?

Dal sito dell’Expo: “Le competenze di alta qualità disponibili in Italia saranno di grande beneficio per il team del Cirque Du Soleil”, ha dichiarato Yasmine Khalil, Presidente Eventi e Progetti Speciali del Gruppo Cirque Du Soleil.

Leggo fra le righe delle proteste una, sicuramente involontaria, tentazione di spartizione del capitale, e questa poi, fatta solo tra le grandi istituzioni artistiche italiane. Infatti non si vede tra i citati un solo nome che rappresenti la ricerca italiana in campo internazionale, come per esempio la Societas Raffaello Sanzio, per dirne una, Barberio Corsetti per dirne un’altra.

Viviamo tempi durissimi in tutti i campi e in particolare per le arti. Ma la soluzione o il tentativo di migliorare le cose non può passare per un’occasione che deve essere internazionale, ma per la stabilità di leggi e finanziamenti organici cui possano far riferimento tutte quelle realtà artistiche che operino sul nostro territorio, e non solo le grandi istituzioni artistiche quali il Piccolo, la Scala e via dicendo. Pur ribadendo tutta l’ammirazione per queste ultime.

Alla concretezza di una realtà legislativa stabile, tanti tra coloro i quali protestano, hanno anche lavorato seriamente, ma questa ribellione mi appare sinceramente, molto provinciale, piccolina, modesta.

No, non firmerò la petizione contro artisti che possono piacere o non piacere, non è qui il punto, ma artisti che si sono conquistati una grande credibilità. Non firmerò anche perché ormai le petizioni sono così tante, ce ne sarà sicuramente presto una per l’abolizione della legge di Mendel, immagino, sono così tante che lasciano il tempo che trovano, temo.

Soprattutto sono contrario al suo senso profondo, pur condividendone le ragioni all’origine. Il disagio che viviamo.

Lo so, sono io contromano, e me ne scuso. Al primo svincolo esco.